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Viaggiare Low Cost : Come pagare all'estero: Cambio in Italia o all'estero?
Inviato da einodios il 27/2/2009 0:20:00 (20493 letture)

Nel precedente articolo abbiamo spiegato come si leggono le tabelle di cambio e come capire quale agenzia ci offre il tasso più favorevole.
Oggi vedremo invece se è meglio cambiare i nostri euro in Italia o all'estero.

DOVE CAMBIARE IL DENARO? IN ITALIA O ALL'ESTERO?
Richiamiamo alcuni concetti esposti nel precedente articolo che ci saranno utili per rispondere a questa domanda.




Come abbiamo detto, gli uffici cambi comprano e vendono valuta locale in cambio di valuta estera. Il costo della valuta locale è differente a seconda che questa venga comprata o venduta. Inoltre, abbiamo visto che i tassi di cambio applicati da banche e money exchange sono leggermente diversi da quelli ufficiali.
Andando più nel dettaglio, possiamo aggiungere che il costo della valuta locale viene aumentato di una certa percentuale rispetto al costo ufficiale quando viene venduta dall'ufficio cambi e viene invece diminuito quando viene acquistata. La differenza tra costo ufficiale e costo di acquisto o vendita viene chiamata spread.
Lo spread, oltre a variare a seconda del luogo in cui cambiamo il nostro denaro, varia anche in funzione dell'operazione effettuata. E' cioè più alto quando l'ufficio cambi vende valuta locale ed è più basso quando la acquista. A titolo di esempio, possiamo dire che un ufficio cambi potrebbe diminuire il costo ufficiale della valuta locale dell'uno per cento quando la compra ed aumentarlo del due per cento quando la vende.
Vediamo, concretamente, quali sono le conseguenze di questa distinzione.
Supponiamo che il cambio ufficiale euro/dollaro, in Italia, sia 1,29 quando compriamo dollari (ricordiamo che nelle tabelle di cambio in questo caso il valore è indicato sotto la voce COMPRO: cambiando un euro ci verranno dati 1,29 dollari) e di 1,30 dollari quando li vendiamo (VENDO: cambiando 1,30 dollari ci verrà dato un euro). L'ufficio cambi modificherà questi valori offrendoci, per esempio, l'uno per cento in meno quando compra euro (ossia, quando noi acquistiamo dollari) e chiedendo il 2 per cento in più quando li ricompra (ossia, quando noi vendiamo dollari). In questo caso, potremo riassumere i valori del cambio euro/dollaro nel seguente modo:



Comprare 1000 dollari in Italia ci costerà quindi 783 euro (1.000 : 1,277) invece dei 775 (1.000 : 1,29) previsti dal cambio ufficiale.
Vendendo invece 1.000 dollari in Italia, ricaveremo 754 euro (1.000 : 1,326) invece di 769 (1.000 : 1,3).

Cosa succede all'estero? L'ufficio cambi applicherà sempre uno spread maggiore quando vende valuta locale rispetto a quando la compra. In questo caso però la valuta estera è l'euro e perciò la percentuale maggiore verrà applicata quando noi vendiamo euro (ossia, quando l'ufficio cambi vende valuta locale)..
Nel nostro esempio, una tabella di cambio speculare a quella precedente (ottenuta invertendo la voce COMPRO con VENDO e dividendo 1 per ognuno dei due valori) è la seguente:



Pertanto, negli Sati Uniti per avere 1.000 dollari dovremo pagare 791 dollari (1.000 x 0,791) invece di 775 (1.000 x 7,775).
Negli Stati Uniti, vendendo 1.000 dollari ricaveremo 761 euro (1.000 x 0,761) invece di 769 (1.000 x 0,769).

Comparando i due risultati, notiamo che, a parità di condizioni applicate dagli uffici cambi, 1.000 dollari ci costeranno 783 euro in Italia e 791 euro negli Stati Uniti. Ci converrà pertanto acquistare dollari in Italia.
Vendendo 1.000 dollari avremo invece 754 euro in Italia e 761 euro negli Stati Uniti. Ci converrà pertanto vendere dollari negli Stati Uniti.

Possiamo quindi concludere dicendo che, in generale, conviene acquistare valuta estera in Italia e rivenderla prima del nostro rientro.

E' però opportuno sottolineare il fatto che questa conclusione, seppure generalmente valida, non è sempre vera. Le motivazioni sono diverse.

Prima di tutto, perché i cambi al di fuori dell'Unione Europea non sono uguali. Anche se molto simili, c'è sempre un piccolo scarto che in alcuni casi potrebbe far sì che sia più conveniente cambiare euro all'estero che non in Italia. Se, per esempio, il rapporto Euro/Sterlina è identico all'interno di tutta l'Unione Europea (in quanto fissato dalla BCE), il rapporto Euro/Dollaro in Italia è diverso dal rapporto Dollaro/Euro negli Stati Uniti.

Un altro fattore discriminante è il fatto che spesso gli uffici cambi prediligono acquistare certa valuta rispetto ad altra. Abbastanza spesso capita infatti che, quando andiamo ad acquistare valuta cosiddetta “pregiata” (ad esempio dollari e sterline) lo spread sia molto più contenuto rispetto a quello applicato su altre monete meno apprezzate (corone ceche, fiorini ungheresi, zloty polacchi...). In alcuni casi, la differenza può essere anche molto consistente, con percentuali che passano dal 2 o 3 % ad oltre il 5 %. D'altro canto, l'euro è una moneta “forte”, per cui in molti paesi verrà applicato uno spread basso quando andremo a venderlo. Se, ad esempio, lo spread applicato in Italia per l'acquisto di Corone Ceche potrebbe anche essere superiore al 5 %, lo spread applicato nella Repubblica Ceca potrebbe essere anche solo dell'uno per cento. Possiamo quindi dire che, solitamente, conviene acquistare valuta estera in Italia solo se questa valuta è “pregiata”. E' pertanto consigliabile verificare lo spread applicato dai vari uffici cambi italiani e, se questo è troppo alto, di valutare la possibilità di cambiare il nostro denaro all'estero.

Va segnalato inoltre che può essere molto difficile, se non impossibile in alcuni casi, procurarsi in Italia alcune valute. In molti casi pertanto il cambio all'estero sarà una scelta obbligata.

Nel prossimo articolo vedremo come districarci, quando ci troviamo all'estero, fra contanti, carte di credito e bancomat.

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